Pesca delle seppie

LA STORIA

La pesca con reti da posta o derivanti in laguna di Venezia si perde nei secoli ed in alcuni casi è stata tramandata rimanendo inalterata di generazione in generazione, con le sole novità della motorizzazione e dell’avvento della fibra di nylon per le reti.

Solitamente la pesca con reti si identifica in mestieri stagionali, effettuati tra la primavera e la fine dell’estate, quando la maggior parte delle specie ittiche popolano la laguna.

In particolare, le seppie sono state da sempre una risorsa che ha contribuito al reddito dei pescatori di laguna ed ancor’oggi continuano a costituire una frazione importante nella pesca lagunare.

La tradizione di Burano implica la naturale presenza di pescatori con i reoni sia in laguna che lungo la fascia costiera, per una pesca che si svolge da marzo a giugno quando le seppie adulte migrano sotto costa per la stagione riproduttiva.

Pressoché quotidianamente i pescatori si recano alla postazione per controllare il contenuto dei cogolli, anche perché non sono rari gli episodi di sabotaggio e di furti di pescato.

DOVE SI SVOLGE E QUANDO SI SVOLGE

La pesca delle seppie con i reoni o grandi cogolli è regolamentata annualmente dalla capitaneria di Porto se effettuata in mare e dalla Provincia di Venezia se svolta nelle acque lagunari.

Tale pesca si effettua nel periodo marzo – giugno, quando le seppie adulte si avvicinano alla costa per la riproduzione. Le date precise per posizionare le reti sono decise annualmente e comunicate con apposite ordinanze dagli enti competenti.

Generalmente tale pesca si svolge lungo i canali prossimi alle bocche di porto, lungo le stesse dighe e lungo la costa. E’ obbligo dei pescatori interessati alla pratica di tale pesca presentare agli enti competenti un’apposita cartografia con indicate le postazioni di pesca.

L’ATTREZZO

A seconda delle postazioni assegnate dagli enti preposti, le reti possono avere un’apertura massima di 15 metri ed un’altezza massima di 4 metri, i pescatori posizionano il grande cogollo in modo che la bocca sia perpendicolare alla corrente.

I reoni vengono ancorati al fondale in modo che l’intera struttura abbia la massima apertura, generalmente fissando tre punti che li tengono in tensione ed in posizione rispetto alla corrente della zona di pesca. Sono opportunamente segnalati con delle piccole boe.