Seragiante

LA STORIA

La pratica della pesca con seragia in laguna di Venezia è un’attività molto antica, con le prime testimonianze risalenti a metà del 1200, quando la repubblica Serenissima di Venezia affidò il controllo della pesca lagunare alla Giustizia Vecchia, collegio istituito per controllare diverse attività tra cui la pesca. Altro organo deputato al controllo della pesca era la Magistratura alle Acque che regolamentava l’uso degli attrezzi fissi.

Per la pesca con la seragia i pescatori erano dotati di più imbarcazioni, solitamente del tipo caorlina, topo e sandalo, sulle quali salivano in numero di tre o più persone e dove erano accatastate le reti.

La seragia coinvolgeva un’intera famiglia, una compagnia di pesca, infatti, poteva contare anche 15 pescatori, quasi sempre legati da vincoli di parentela, con la conseguenza, di tramandare tale arte di generazione in generazione. Ogni compagnia veniva identificata con il soprannome o detto del pescatore capo e dei suoi discendenti. Tale “detto” è vivo ancora ai nostri giorni a Burano, dove sono famose le famiglie dei Strigheta, dei Ciaci, dei Padrini, dei Panna o dei Burieli.

Oggi la seragia è un sistema di pesca desueto in tutte le lagune alto adriatiche: la necessità di disporre di molto personale, il duro lavoro per chiudere l’area, la manutenzione degli attrezzi, gli scarsi e aleatori quantitativi prodotti, rendono ai giorni nostri improponibile questo tipo di pesca, per questi motivi si è passati alla pesca con le tresse munite di cogolli, effettuata da uno o due pescatori.

E’ una tecnica di pesca molto simile a quella con seragia, tanto che i pescatori sono sempre noti come seragianti. In laguna Nord, ed in particolare a Burano, tale pesca è sostenuta da una quarantina di pescatori iscritti alla Cooperativa San Marco, che semestralmente assegna le postazioni di pesca tramite un tradizionale sorteggio noto come Tocco.

Il pescatore sistema nei bassi fondali lagunari lunghi sbarramenti in rete, sostenuti da pali in legno equamente distanziati tra loro, disposti a zig zag con agli apici tre cogolli.

Legato al seragiante è il mestiere del molecante, ossia di colui che produce moleche, in quanto l’allevamento delle moleche fa parte della pesca delle seragie.

DOVE SI SVOLGE E QUANDO SI SVOLGE

La pesca con seragia veniva praticata in primavera e nella prima parte dell’estate, con grande escursione di marea, quando la seragia veniva salpata e riposizionata ogni giorno, mentre la pesca con le tresse nella laguna Nord si pratica durante l’intero anno, con una stagionalità tipica che prevede sostanzialmente due periodi di relativo riposo intervallati a due periodi di massimo sforzo di pesca.

Gennaio e febbraio, caratterizzati da poca risorsa nelle acque lagunari, sono utilizzati dai seragianti per effettuare operazioni di manutenzioni alle reti, alle imbarcazioni ed ai motori, in attesa dell’inizio della stagione che solitamente coincide con il mese di marzo che porta direttamente alla quaresima, periodo in cui il pesce monta in laguna, nelle acque che lentamente si stanno riscaldando.

La fine della quaresima conduce al riposo estivo, quando nella laguna Nord sono operativi pochi cogolli, soprattutto alla ricerca di seppioline, considerate una vera e propria prelibatezza estiva. E’ così che in estate i seragianti dedicano il loro tempo a sistemare le reti ed i loro ricoveri, oltre che a godersi un meritato periodo di ferie, per prepararsi alla seconda parte della stagione, la fraìma.

Dopo il sorteggio di agosto per l’assegnazione delle postazioni, i seragianti sistemano le tire nei bassi fondali nella speranza di una buona fraìma, periodo caratterizzato dalla smontata del pesce verso il mare, che in inverno si contraddistingue per acque meno fredde della laguna.

La fine della fraìma porta alla sosta invernale ed alla preparazione di una nuova stagione di pesca con le tresse.

L’ATTREZZO

La Seragia: era costituita da reti a maglia fitta con cogolli. La tenuta verticale era garantita da una serie di pali intervallati ad una distanza di circa 1,5 m. A distanze regolari erano posizionati i cogolli.

La tressa con i cogolli: Le tresse con cogolli sono molto simili nelle caratteristiche generiche alla seragia, in quanto costituiti entrambi da lunghe reti posizionate sui bassi fondali.

Nella tressa la rete, tesa tra pali di sostegno in numero di 60-80, o multipli: 120-160, distanti tra di loro 100-120 cm e conficcati nei bassi fondali lagunari, in aree note come palui. L’insieme di rete, paletti e cogolli è detto tira ed è calato in modo da sfruttare i movimenti della marea in quello specchio d’acqua.

Queste reti vengono posizionate in modi diversi a seconda delle tradizioni della specifica zona di laguna: nel bacino Nord, gestito in prevalenza dai pescatori Buranelli, le reti sono disposte a zig-zag, con i cogolli in gruppi di numero variabile da uno a tre, sistemati ad ogni apice, in modo da raccogliere il pesce sia in fase di marea entrante crescente che calante.

Il Cogollo: E’ caratterizzato dalla presenza di un tratto di rete detta ala che dà inizio alla sezione cilindrica detta corpo. Attaccata al corpo vi è la pelela, il cilindro in rete sostenuto da una serie di 5-6 anelli in plastica, al cui interno vi sono dei tratti in rete a forma di tronco di cono che permettono il passaggio del pesce in un’unica direzione. La pelela, che sembra una fisarmonica, è tenuta in tensione se legata ad un palo terminale tramite una corda detta vetta. I cogolli possono essere utilizzati singolarmente o in gruppi o serie.

Esistono diversi tipi di cogollo, per dimensione, forma, apertura della maglia (minimo 12 mm), a cui sono assegnati localmente nomi differenti, tra cui i più noti sono cogolli, nasse e reoni, che identificano con una certa precisione il modello utilizzato ed indicano, a volte, la principale specie pescata.

La Gorna: Un’altra parte dell’attrezzatura del seragiante è la gorna, un contenitore in legno a forma di parallelepipedo aperto verso l’alto, su cui viene riversato il pescato contenuto nel cogollo per le operazioni di cernita.

Aspetto caratteristico di questo sistema di pesca è l’assegnazione  dei lotti di laguna dove poter disporre le reti, procedura comunemente chiamata tocco che si svolge ogni sei mesi, a  metà agosto e a metà febbraio, sotto l’egida delle cooperative di pesca.