Pesca dei fasolari

LA STORIA

La pesca dei fasolari è praticata su zone caratterizzate da profondità maggiori da 11-12 metri, ed ha avuto inizio con la possibilità di utilizzo delle draghe idrauliche turbo soffianti.

Il sistema di pesca abbina l’utilizzo dell’attrezzo (draga per fasolari) alla bravura del pescatore nel cercare i luoghi con maggiori abbondanze di risorsa, in quanto i fasolari si trovano su dossi sabbiosi, che si elevano dal fondale marino.

Attualmente tale pesca si effettua trainando il ferro calato in acqua con l’ausilio dell’ancora, in quanto è richiesta molta potenza per il movimento della draga sul fondale. Le cale si protraggono per circa 200-250 metri per una durata di circa 15 minuti. La reiterazione delle pescate prosegue sino al raggiungimento della quota da pescare stabilita dalle organizzazioni di produttori costituite per la gestione della risorsa.

La giornata di pesca inizia assai presto, anche a mezzanotte, in quanto è necessario un discreto tempo per raggiungere gli areali di pesca, e generalmente si conclude entro mezzogiorno, con il ritorno in porto dei motopesca.

DOVE SI SVOLGE E QUANDO SI SVOLGE

La pesca dei fasolari si effettua durante tutti i dodici mesi dell’anno, con pause di due mesi effettuati a rotazione dalle singole imprese di pesca. In pratica la pesca non si ferma mai.

Questo perché la domanda dei mercati è costante, in quanto il fasolaro è un mollusco bivalve caratteristico soltanto dei fondali alto adriatici.

Tale sistema di pesca è particolare, in quanto necessita anche delle conoscenze dei pescatori in relazione alla morfologia del fondale marino. Infatti i fasolari si pescano ad oltre 4-5 miglia dalla costa, ad una profondità variabile tra i 10 e i 30 metri, su zone caratterizzate da scanni di sabbia, cioè da piccole alture che si elevano dal fondale marino alto adriatico.

La bravura del capo barca consiste  nell’individuare i dossi sabbiosi dove poter effettuare una ricca pesca.

L’ATTREZZO

La pesca dei fasolari si effettua utilizzando una draga idraulica simile a quella della pesca delle vongole, opportunamente adattata per la fase di penetrazione e nelle misure.

La draga idraulica per fasolari è un attrezzo da pesca che penetra nel sedimento per circa 5-15 cm per raccogliere gli organismi marini vi si annidano. Il sedimento raccolto dall’attrezzo nel corso dell’azione di traino è setacciato e spinto fuori da getti d’acqua, trattenendo tutto il prodotto di dimensioni maggiori della griglia.

L’attrezzo ha forma di un parallelepipedo in ferro con una lama posta anteriormente per tagliare il sedimento ed un sistema per inviare acqua in pressione agli ugelli fissati in vari punti della gabbia in ferro.

La forza di uscita dell’acqua dagli ugelli deve essere idonea a sollevare i fasolari dal sedimento e deve consentire alla lama di lavorare più agevolmente il fondale.

Anche la forma della testata e del collettore di adduzione dell’acqua giocano un ruolo importante. In genere l’acqua in arrivo dalla pompa entra al centro della testata, in direzione ortogonale al suo asse, dopo aver attraversato il collettore di raccordo. Una volta entrata nel collettore, l’acqua è costretta a seguire delle forti deviazioni: la maggior parte si dirige verso la testata dove, dopo aver urtato la parete interna, si divide in due correnti opposte andando così ad alimentare gli ugelli di fluidificazione del sedimento.